La Scuola

 

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La Scuola di Alta Formazione rappresenta un percorso d’eccellenza per chi vuole svolgere la professione di restauratore, acquisendo una preparazione solida, basata su attività tecnico-didattiche condotte direttamente su manufatti individuati come beni culturali e soggetti alle disposizioni di tutela. La Scuola, al termine del corso quinquennale, rilascia un Diploma equipollente alla Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali abilitante alla professione di restauratore di beni culturali (classe LMR/02). Dal novembre 2015 oltre alla sede di Roma, è attiva anche la nuova sede SAF-ISCR di Matera.
L’Istituto è stato protagonista in Italia di interventi di restauro su capolavori del nostro Patrimonio: i dipinti murali delle tombe etrusche di Tarquinia, di Pompei, della Domus Aurea, di Giotto ad Assisi e agli Scrovegni, di Mantegna a Mantova, le statue bronzee di Marco Aurelio a Roma, dei guerrieri di Riace, del Satiro Danzante di Mazara del Vallo, la Torre di Pisa, le grandi tele di Caravaggio e quelle di Guercino, Lorenzo Lotto, Carpaccio, le tavole di Antonio Vivarini.
Prodotto d’eccellenza dell’Istituto è il Sistema Informativo Territoriale della Carta del Rischio del Patrimonio Monumentale, un insieme di banche dati che documenta la vulnerabilità del patrimonio, monumentale e archeologico, italiano in relazione ai principali fenomeni di rischio naturale (terremoti, frane, alluvioni, condizioni meteoclimatiche, inquinamento) e antropico (furti, incendi, abuso turistico).
L’Istituto svolge da anni un ruolo fondamentale anche a livello internazionale e partecipa regolarmente a progetti promossi dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Commissione Europea e dal Comitato per il Patrimonio mondiale dell'UNESCO. In particolare si occupa della formazione permanente di tecnici che siano in grado di affrontare i problemi della conservazione e del restauro delle aree archeologiche, dei siti monumentali, degli oggetti d’arte del proprio paese. Tra gli altri, ha operato in Algeria, Afghanistan, Egitto, Iran, Iraq, Kosovo, Siria, Argentina, Cina, Giappone, India, Malta, Messico, Portogallo, Serbia, Sudan e Turchia.
L’insegnamento del restauro era stato fissato fin dalla fondazione dell’Istituto come uno degli scopi principali da perseguire. Creare una nuova figura professionale di restauratore “scientifico”, svincolata dalla tradizionale formazione di bottega o presso gli istituti di istruzione artistica, era uno dei principali obiettivi che Argan e Brandi avevano posto all’interno del progetto del costituendo Istituto Centrale del Restauro.
L’attività formativa è stata perseguita all’interno dell’Istituto sempre con il massimo impegno e la consapevolezza che per conservare il patrimonio culturale e preservarlo dai rischi fosse necessario poter disporre di professionalità qualificate formate con passione e rigore.
La formazione prevedeva tre anni di studio con insegnamenti di teoria e di pratica svolta presso i laboratori scientifici e di restauro. Dagli anni ’40 si è assistito non solo a una crescita esponenziale nelle richieste di partecipazione per arrivare ai picchi di 800 domande negli anni ’90, ma in parallelo si è innalzato enormemente il livello di scolarità fino ad avere tra gli studenti un’alta percentuale di  laureandi o già laureati in altre discipline universitarie affini al restauro.
Nel 1997, con legge DPR n.339 del 16 luglio, si fissano due punti importanti per la definizione della figura del restauratore: alle scuole statali del Ministero si accede non più con il diploma di scuola media inferiore ma con il diploma di liceo; si innalza a quattro anni la durata del corso. L’evoluzione della professione da empirica artigianale è ormai riconosciuta quale specifica disciplina tecnico-scientifica.
Oggi, in continuità con le esperienze didattiche e di ricerca dell’originario Corso di diploma, l’individuazione dei percorsi di studio che conducono al diploma di laurea sono tesi a valorizzare il ruolo svolto dal ‘restauro’ nell’ambito della ‘conservazione’. 
Il Restauro è quindi concepito quale terreno di intersezione tra le componenti storiche, scientifiche e tecniche, in grado di produrre conoscenza scientifica e di preservare il nostro patrimonio artistico, la  memoria storica del nostro paese. Assunto nella sua dimensione interdisciplinare il restauro diventa espressione importante della società e dei mutamenti contemporanei, un valore aggiunto per la crescita della nostra economia.
I corsi sono stati concepiti di durata quinquennale a ciclo unico perché la forte componente  manuale richiesta da questa professione, per arrivare a un grado di eccellenza,  necessita di un elevato monte ore di laboratorio da svolgersi il più possibile in modo continuato e fin dal primo anno di corso.
Ogni percorso di specializzazione prevede più tipologie di manufatti, affini fra loro per materiali costitutivi, al fine di permettere allo studente, nei 5 anni di studio, una acquisizione omogenea e consapevole delle diverse problematiche conservative per lo specifico ambito scelto. 
La didattica è articolata in lezioni, laboratori, analisi e svi­luppo applicativo dei casi. Alla riflessione gene­rale di tipo critico si affianca una formazione tecnica, at­traverso un elevato numero di attività di laboratorio e stage formativi presso organizza­zioni pubbliche, private e no profit. L’approfondimento delle conoscenze curriculari è inoltre costantemente stimo­lato dalle numerose opportu­nità di partecipazione a eventi culturali, scientifici e a concrete esperienze di ricerca, per mezzo sia di proposte formative a carattere seminariale sia del concreto coinvolgimento degli studenti in specifici pro­getti dell’Istituto.

Inoltre la formazione dei restauratori costituisce una delle più importanti finalità perseguite dall’ISCR anche all’estero, dove è proprio l’aspetto della formazione a costituire un filo che lega e connota molte delle attività svolte dall’ISCR in contesti tanto diversi, dalla Cina alla Siria, dall’Egitto all’Iraq, dal Portogallo all’Albania, dall’India all’Afghanistan, dalla Giordania al Kosovo.

 

Direttore ISCR: arch. Gisella CAPPONI
Direttore SAF-ISCR Matera: arch. Giorgio SOBRA'